Motorino: dalle origini alla rivoluzione elettrica

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“Papà mi compri il motorino?”: probabilmente nessun giovane degli anni ‘90 ha trascorso la propria adolescenza senza questa fatidica domanda.

Ve li ricordate gli scooter anni ’90? C’era il Metropolis, un po’ “pariolino”, guidato a braccia strette e schiena dritta, indossando la classica scodella bianca. Erano gli anni dell’”Esseacca”, il “cinquantino” Honda che invadeva tutte le grandi città.
Poi c’erano i tipi da “Booster”, occhiali da sole e guida a braccia larghe. Ma, nell’attesa di un grande ritorno, le mitica Vespa riscuoteva ancora il suo fascino e così resistevano anche “” e “Ciao”, eredità di fratelli e cugini. Per un’intera generazione di scooteristi, gli anni ’90 sono trascorsi tra adesivi, marmitte e colori fluo, nel mito di Max Biaggi.

Tanti sono i modelli ormai fuori produzione che hanno segnato un’intera generazione di scooteristi e siamo sicuri che, ad averli ancora, chi li ha posseduti sarebbe contento di farci un giro per ricordare i vecchi tempi. Ecco alcuni dei modelli che hanno fatto la storia dello scooter negli anni ’90.

Le origini del “motorino”

Se nella storia dello scooter i Nineties sono una sorta di consacrazione, le origini del “motorino” risalgono agli inizi del secolo quando motore e sellino vennero applicati a quello che non era altro che un monopattino. Si trattava però di prototipi poco pratici e tanto meno comodi, incapaci di competere con le automobili.

Eppure, questi strani veicoli furono costruiti in Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e, durante la seconda guerra mondiale, nel Regno Unito fu progettato il WELBIKE destinato agli alleati al fronte, un veicolo che poteva essere contenuto in un cilindro e paracadutato direttamente sul campo di battaglia. Fu distribuito in ben 11.000 esemplari.

Quella dello scooter è però soprattutto una storia italiana che si identifica con il marchio Piaggio.
Nel secondo dopoguerra, si avvertiva l’esigenza di un mezzo di trasporto agile e a basso costo che rispondesse a esigenze di tipo economico e sociale.

L’epopea Vespa

Il più vecchio antenato del moderno scooter è l’MP5, prodotto da Piaggio nel 1943 e soprannominato “Paperino” per il suo aspetto un po’ goffo. Non soddisfatto dall’estetica di questo veicolo, nel 1945, Enrico Piaggio, invitò l’Ingegner Corradino D’Ascanio a fare di meglio.

Il risultato fu un mezzo che divenne oggetto del desiderio di giovani e meno giovani, comodo, in grado di trasportare anche due persone, elegante e agile. Parliamo ovviamente della Vespa.

Altre aziende italiane contribuirono alla diffusione dello scooter, tra queste, la Innocenti di Milano, la Ducati, l’Aermacchi, la MV Agusta, la Motobi, la Parilla, la Agrati.
Ma la produzione iniziò presto anche all’estero, prima in Europa con aziende come Maico, Adler, DKW, Heinkel, NSU, in Germania; Peugeot e Motobecane in Francia; Triumph, BSA e Velocette, in Inghilterra. Oltre i confini d’Europa, negli Stati Uniti, la Harley Davidson produsse un modello chiamato Topper; in Giappone, la Mitsubishi e la Honda cominciarono sin da subito a sperimentare soluzioni all’avanguardia.

Lo scooter però era nato in Italia. Vespa è ancora oggi uno status symbol, sia nelle sue versioni d’epoca, che attirano ancora milioni di appassionati nei raduni, che nelle moderne evoluzioni.

Nella storia dello scooter, Vespa merita dunque un capitolo a parte. Dal primo modello ideato da Corrado d’Ascanio alla moderna 946 che ne riprende lo stile. Vespa ha accompagnato l’intera storia dello scooter, passando per successi come la 50 Special, la Primavera e la PX, ma anche per evoluzioni bizzarre come la Vespa 150 T.A.P., detta “Bazooka“, commissionata alla Piaggio negli anni ’50 dal ministro della difesa francese per scopi militari. Ne furono prodotti solo 600 esemplari fra il 1956 e il 1959. Pochi conoscono la Vespa PX 200 Stretched del 2003, che trasformò una PX in una limousine. Ci sono poi vere e proprie provocazioni, come la Vespa Alpha, dotata di pale d’elicottero e pronta ad abbandonare la strada per sfiorare il cielo. Si trattava però di un veicolo realizzato per il film “Dick Smart, Agent 2007” con Richard Wyler. Insomma, nessuno come Vespa ha attraversato l’epopea dello scooter, spingendosi fino alla rivoluzione elettrica.

Ecco una carrellata dei modelli che hanno fatto la storia della Vespa. Alcuni vi sorprenderanno per il design sperimentale e futuristico, probabilmente non li avete mai visti prima.

La rivoluzione elettrica

Agili, silenziosi, perfetti per il traffico cittadino: gli scooter elettrici sono certo il futuro della mobilità urbana. E se è vero che Vespa ha saputo rinnovarsi in questa direzione, in questo caso, il primato spetta però ai tedeschi che, già negli anni Settanta, sembra avessero iniziato a cimentarsi nell’impresa di un veicolo a due ruote e zero emissioni, Solo Electra Scooter. Anche in questo caso si trattava di una sorta di monopattino a motore elettrico che poteva toccare la velocità massima di 38 km/h.

Per essere un monopattino, si trattava di un veicolo tutt’altro che maneggevole a causa delle sue batterie al piombo dal peso di 30 kg, che portavano l’intero veicolo a pesare 67 kg.

Nel 1996 toccò agli americani sviluppare soluzioni a zero emissioni di gas inquinanti che mettessero in campo una tecnologia per le due ruote in grado di conciliare alte prestazioni e sostenibilità ambientale.

Il primo scooter elettrico prodotto aveva un’autonomia di 110 km ed era capace di raggiungere una velocità massima di 100 km/h, con una accelerazione da 0 a 50 km/h in 3.6 secondi. Chi li testò affermò che le sensazioni alla guida era esattamente le stesse di un veicolo a benzina, fatta eccezione per la silenziosità.

Oggi possiamo certamente dire che il mercato apre sempre più le porte agli scooter elettrici che, in questa lunga storia, possono essere a buon diritto considerati fratelli moderni, silenziosi e sostenibili del vecchio “motorino”.

Due ruote: 150 anni di una storia anche italiana

Vespa Elettrica: il futuro della mobilità urbana

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Scooter: una storia italiana
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Scooter: una storia italiana
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Un excursus storico sul "motorino", dalle origini all'inizio dell'epopea Vespa, passando per i mitici anni Novanta, fino ad arrivare alla "rivoluzione elettrica".
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