Manutenzione a due ruote

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Ogni scooterista è abituato a macinare chilometri su due ruote nella giungla urbana ma in pochi seguono attentamente le regole di una corretta manutenzione che, con l’avvicinarsi dei mesi più freddi, diventa ancora più importante.

Da una buona manutenzione dello scooter dipendono sia la sicurezza di guida, soprattutto in condizioni avverse, sia la longevità del nostro veicolo. Inoltre, qualora pioggia e freddo siano condizioni che spingono a lasciare lo scooter fermo per lunghi periodi, solo grazie ad una corretta manutenzione potremo essere sicuri che il veicolo sarà pronto a ripartire al primo colpo dopo la pausa invernale. Contenimento dei consumi e prestazioni sono anch’essi elementi influenzati dagli interventi di manutenzione.

Gli interventi basilari

Tutto ciò che è compreso nell’ordinaria manutenzione dello scooter è riportato nel libretto d’uso e manutenzione: una bibbia da seguire alla lettera e, preferibilmente, affidandosi ad apposito centro specializzato.

La prima cosa da fare è ricordarsi di controllare periodicamente il livello dell’olio. Il cambio dell’olio va effettuato ogni 4 o 6 mila chilometri percorsi.

Tutte le parti dello scooter soggette ad usura devono essere oggetto di attenzioni periodiche. In particolare, la sostituzione della cinghia va effettuata ogni 12.000 chilometri percorsi. Le pastiglie dei freni vanno invece cambiate ogni 1.500 o 2.000 chilometri così come i pneumatici, le catene e i filtri.

In questo caso, l’importanza degli interventi di manutenzione per la nostra sicurezza è evidente: la pressione dei pneumatici e i freni vanno controllati alla minima avvisaglia di malfunzionamento.

Altro intervento molto semplice ma di grande importanza è la pulizia delle candele, solitamente, con carta vetrata e benzina, nonché del carburatore, sul quale si agisce soffiando aria con un compressore e sgrassando ogni parte con un panno intriso  di benzina.

L’impianto elettrico va controllato per assicurarsi del funzionamento di tutte le luci e che la batteria mantenga la carica anche in caso di prolungato non utilizzo. Anche uno sguardo agli interni della struttura con l’ausilio di una piccola luce può aiutarci. In particolare, dovrà essere verificato lo stato dei fili di collegamento, soprattutto quando questi sonoi stati oggetto di riparazione e fissati ad esempio con nastro isolante. Può bastare infatti un incrocio o un contatto tra cavi deteriorati a creare seri problemi al sistema elettrico.

Tagliando moto e scooter

Quando si parla di manutenzione, il tagliando alla propria moto o al proprio scooter è certamente la prima cosa che viene in mente. Solitamente, il primo tagliando consiste in un controllo generale dello stato di salute del motore: olio, filtro, catena, candele, frizione.

Nei controlli successivi si andrà più a fondo, passando in rassegna bulloneria, sistema frenante, ABS e così via.

Il consiglio è di fare il primo tagliando moto dopo il consueto rodaggio di 1.000 chilometri mentre il primo tagliando obbligatorio può variare a seconda delle case produttrici. In genere, si va dai 5.000-10.000 chilometri per le moto con il motore più delicato e per quelle sportive, fino ad arrivare a 30.000 chilometri per le moto da turismo.

Anche per gli scooter, il primo tagliando va fatto dopo i primi 1.000 chilometri, dopodiché i tempi possono essere dilatati e i successivi tagliandi verranno fatti ogni 5.000 chilometri circa.

50, 100, 150, 200 o 300

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Moto e scooter: tagliando e regole di corretta manutenzione.
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