Motocross che passione!

Motocross che passione!

Condividi su Facebook
Condividi su Twitter
Condividi su Pinterest
Condividi su Google+

Le competizioni motociclistiche fanno ormai il pieno di pubblico. Milioni di telespettatori seguono i campionati MotoGP o Superbike e nomi come quelli di Valentino Rossi, Casey Stoner, Jorge Lorenzo, e ancora, Max Biaggi, Carlos Checa, Tom Sykes fanno parte dell’immaginario comune di chi segue questo sport. E così anche leggende del passato come Giacomo Agostini, Kenny Roberts o Barry Sheen, a decenni di distanza dalla fine della loro attività agonistica, sono ancora punti di riferimento non solo per chi va in moto ma anche per un più vasto pubblico di appassionati.

Le origini del motocross

Ma se citassimo nomi come Bill Nisson, Rolf Tibblin, Sten Ludin o gli italiani Emilio Ostorero o Lanfranco Angelini, quanti saprebbero chi sono?
Eppure si tratta di pluricampioni mondiali del periodo pionieristico di una particolare disciplina: il motocross.
Le origini delle corse motociclistiche off-road risalgono alle gare chiamate “scrambles” in Inghilterra e a loro volta derivanti dal trial, disciplina molto popolare nel Regno Unito. La prima di queste gare di cui si ha notizia risale al 1924 e si svolse a Camberley, nel Surrey.

Importata in Europa continentale, la disciplina subì alcune modifiche: le corse si svolgevano su piste più brevi e prevedevano un maggior numero di giri rispetto a quelle inglesi, inoltre furono aggiunti ostacoli artificiali e salti.
Negli anni Trenta questa disciplina accrebbe molto la sua popolarità in Inghilterra grazie ai team ufficiali come BSA, Norton, Matchless, Rudge, e AJS.

A differenza di oggi, le moto con cui si correva sullo sterrato non erano molto diverse da quelle usate su strada e fu proprio grazie alle competizioni che si diede impulso all’evoluzione tecnica di motocicli specificamente studiati per l’off-road. Ai telai rigidi furono sostituite le sospensioni e, all’inizio degli anni Cinquanta, comparve il forcellone posteriore.

Le prime gare

La FIM, organo rappresentativo del motociclismo internazionale, istituì un campionato individuale europeo nel 1952 che divenne campionato mondiale nel 1957. Alla categoria 500 cm³, si aggiunse la categorie 250 cm³ nel 1962.
Pian piano, guadagnarono terreno nelle competizioni alcune aziende che equipaggiavano le loro motociclette con motori due tempi, tra queste troviamo Husqvarna, la cecoslovacca CZ e la britannica Greeves, in grado di realizzare motociclette molto leggere. Così, ai più pesanti motori quattro tempi vennero dedicate competizioni separate.

Fu alla fine degli anni Sessanta che iniziò la competizione tra le blasonate aziende europee e quelle giapponesi che iniziavano lottare per la supremazia in questo sport.
La Suzuki vinse il primo campionato del mondo 250 nel 1970. Nel 1975, alle classi 250 e alla 500, fu affiancata la categoria per motori da un ottavo di litro. Nonostante le case europee continuino a dominare, negli anni Settanta il motocross cominciò a crescere di popolarità negli Stati Uniti e arrivarono le prime vittorie dei piloti statunitensi.
Gli anni Ottanta furono caratterizzate dalle innovazioni tecnologiche apportate dalle aziende giapponesi: le moto due tempi raffreddate ad aria con i biammortizzatori sul posteriore furono sostituite da moto raffreddate a liquido con il monoammortizzatore.

Le nuove discipline

Negli anni Novanta, le normative restrittive rispetto alle moto a miscela costrinsero le maggiori aziende a tornare ai motori 4 tempi e i marchi europei, come Husqvarna, Husaberg e KTM tornarono a dominare il mondo del motocross.

L’off-road ha continuato a svilupparsi fino ai giorni nostri anche evolvendo in nuove branche come il Supercross, l’Arenacross, il Freestyle, in cui vengono valutate le acrobazie dei piloti e il Supermotard, in cui le moto da sterrato, gommate da strada e con gli adeguati accorgimenti tecnici gareggiano nei kartodromi. Inoltre sono diventate popolari anche le gare “vintage” in cui solitamente corrono le moto antecedenti al 1975.

Nella storia del motocross e al passo con le sue evoluzioni c’è anche la casa italiana Aprilia che vanta un design distintivo e prestazioni al top nelle competizioni off-road. La gamma MX, prodotta dal 1976 al 1982, è un mito del motocross italiano a cui fanno eco oggi i modelli Aprilia MX, RX, Dorsoduro e Shiver.

La sfida di Max Biaggi: record elettrico nel 2020

Dimmi con che moto vai e ti dirò chi sei

TI SERVE AIUTO PER TROVARE LA TUA MOTO?

Contattaci ora
Caricando...