Le star a due ruote del grande schermo

Le star a due ruote del grande schermo

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Il binomio moto e cinema non passa mai di moda. Tanti sono i film celebri in cui figurano icone del mondo a due ruote e la passione per le moto nasce anche così: guardando un film. Non vi proporremo la solita classifica dei “10 film più famosi in cui compare una motocicletta” ma vi parleremo dei diversi ruoli che le due ruote hanno “interpretato” nel cinema.

Le due ruote e il cinema d’azione

Movimento, azione, pericolo, mettere tutto questo nella scena di un film è più facile se c’è una moto di mezzo. Molti sono i film in cui il protagonista, in sella ad una moto, fa cose impossibili nella realtà.
In Mission Impossible II (2000) la Triumph Speed Triple guidata da Ethan Hunt (Tom Cruise) “sfida” in rocambolesche acrobazie la Daytona 955 del cattivo di turno.

In Matrix Reloaded (2003), Trinity, in tuta di pelle, cavalca una delle migliori made in Borgo Panigale, la Ducati 996.

E quanto deve il personaggio sensuale e spietato di Uma Thurman in Kill Bill (2003) alla Kawasaki ZZR 250, ovviamente in tinta con la celebre tutina gialla?

Ne Il Cavaliere Oscuro (2008), Gotham City è nuovamente in pericolo per le malefatte di Joker grandiosamente interpretato da Heath Ledger e tra gli accessori tecnologici di Batman, il Bat-Pod è certamente quello che vorremmo di più.

Passando alle commedie, esilarante la scena di Yes Man (2008) in cui Jim Carrey in camice da ospedale, dunque aperto dietro, sfreccia su una fiammante Ducati Hypermotard senza saperla guidare.

Film da motociclisti

Ci sono poi i film che celebrano esplicitamente l’amore per le due ruote e le competizioni. Cominciamo da Indian. La grande sfida (2005). Tratto da una storia vera, il film narra il sogno del pilota neozelandese Burt Munro (1899-1978) che vuole correre a Bonneville, sul lago salato dello Utah, per stabilire un record di velocità. Partendo dalla base di una Indian Scout del 1920, Burt Munro, interpretato nel film da uno straordinario Anthony Hopkins, dal 1962 al 1967, riuscì a stabilire tre record: 295, 5 km/h e record di classe inferiore ai 1.000 cc, ma venne cronometrato nelle prove a 305,9 km/h.

Al mondo delle competizioni è dedicato Continental Circus, film documentario sulla vita dell’australiano Jack Findlay, pilota privato che correva nel motomondiale degli anni Settanta e contemporaneamente faceva da meccanico, autista, cuoco e direttore tecnico di se stesso. Il giovane regista Jerome Laperrousaz seguì l’australiano in tre anni di gare. La pellicola è ormai introvabile.

On Any Sunday, 1971, è il film culto degli anni Settanta che racconta le gare fuoristrada in USA. In Italia uscì con il titolo di “Il rally dei campioni” ed è un documentario più che un vero movie. Steve McQueen, simbolo dei motociclisti di allora, che corse nel 1964 in Germania Est la Sei Giorni di Regolarità, partecipò alle scene di questo film che incassò 26 milioni di dollari e ottenne una nomination agli Oscar nella sezione dei documentari. Il regista era Bruce Brown specialista in documentari sul surf. Alle riprese parteciparono anche grandi piloti come il mitico Malcom Smith.

Bolidi sull’asfalto a tutta birra (1970), regia di Bruno Corbucci, racconta la storia di Mino Ambrosini, giovane meccanico che lavora in una officina di Benelli e MotoBi. All’epoca del film Mino aveva già vinto 8 titoli mondiali ma il film racconta del povero meccanico squattrinato e velocissimo in moto che non riesce a sfondare nelle competizioni fin quando non incontra una donna ricca e bella che gli permette di correre in una squadra ufficiale e di cominciare finalmente a vincere. Belle e le vere scene di corsa sui circuiti mondiali.

I fidanzati della morte, racconta invece il mondo delle corse degli anni Cinquanta. Venne girato nel 1956 sfruttando il Gran Premio delle Nazioni a Monza. Moto Guzzi mise a disposizione i propri uffici per girare le scene d’interno, tra cui la stanza con le centinaia coppe e simboli delle vittorie. Il film è pieno di riprese di vere gare e altre ricostruite appositamente sul circuito brianzolo e a Vallelunga.

Le due ruote icone del cinema

Infine, ci sono film che hanno rappresentato un’epoca o uno stile di vita attraverso le due ruote. Scontato ma inevitabile citare Easy Rider, il road movie di una intera generazione degli anni Sessanta in cerca di libertà. Fu girato con soli 400.000 dollari e ne rese 60 milioni di incasso. Il film racconta il viaggio dei tre protagonisti attraverso gli Stati Uniti, dalla California sino a New Orleans, in Louisiana. Delle due Harley-Davidson 1.200 (basate sulla FLS del 1962) usate nel film, una venne distrutta per esigenze sceniche e la seconda fu rubata da un garage e mai più ritrovata.

Di tutt’altro tipo il viaggio raccontato ne Il Federale (1961) di Luciano Salce di cui rimane indimenticabile la scena di “Buca, buca con acqua, sasso…”. Il film è ambientato alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Primo Arcovazzi (Ugo Tognazzi), della milizia fascista di Cremona, vuole diventare Federale, e per meritarsi i gradi deve condurre nella capitale in sella a un sidecar Moto Guzzi un prigioniero importante: il professore Erminio Bonafé (Georges Wilson), noto filosofo antifascista. L’uso della motocicletta all’inizio del film serve a rappresentare le aspirazioni fasciste del protagonista perché Mussolini era anche il “primo motociclista d’Italia”.

Di certo lo stile Moto Guzzi è molto cambiato da allora e si rifà a tutt’altri canoni estetici. Uno stile ribelle adatto a chi sogna una vita all’impronta della libertà.

L’epopea Vespa al cinema

In questa nostra rassegna, Vespa ha un posto speciale nei film in cui le due ruote aiutano a raccontare un’epoca. Nel 1979 esce Quadrophenia, regia di Franc Roddam, con lo stesso titolo dell’omonimo album del 1973 degli Who, storico gruppo rock di Londra. Il film racconta lo scontro tra i Mods, puliti e ben vestiti in sella a Vespa e Lambretta, e i Rockers, che cavalcano le bicilindriche inglesi del tempo. La rivalità culmina con gli scontri realmente accaduti a Brighton nel maggio del 1964 e rievocati nel film. Uno dei protagonisti è Ace, interpretato da Sting, che ha anche il più bello degli scooter del gruppo, una Vespa piena di fari, cromature e specchietti. Il film descrive le aspettative, le ansie e le disillusioni di una intera generazione.

Ma la Vespa 125 più famosa della storia del cinema appare certamente in Vacanze romane. La rivista americana Forbes ha scritto: “Quell’Oscar vinto nel 1953 dalla Hepburn per Vacanze romane sarebbe dovuto andare alla Vespa perché, mentre Gregory Peck corteggiava l’attrice, tutto il mondo si innamorava dell’altra lei”.

E al cinema è anche possibile vedere una Vespa che vola. Al museo Piaggio a Pontedera è esposta l’unica Vespa 180 SS diventata un elicottero non per volontà dell’ingegner Corradino d’Ascanio, uno degli inventori dell’elicottero oltre che dello scooter più famoso al mondo. Si tratta del veicolo utilizzato dall’agente speciale Dick Smart, versione comica di 007, in grado di trasformarsi anche in un sommergibile nel film . Per girare questo film venne legata una Vespa ad un vero elicottero tramite cavo elettrico.

In Caro Diario (1993), la Vespa è la protagonista del primo degli episodi del film di Nanni Moretti girato nei quartieri deserti di una Roma agostana. Procedendo placidamente sulla sua Vespa, il registra divaga tra bellezze paesaggistiche, architettoniche e monumentali e lo accompagnano nelle riflessioni ad alta voce che spaziano dalla critica cinematografica, e in genere al cinema hollywoodiano, alla sociologia e alla sfaccettata urbanistica dei tanti quartieri periferici della capitale. L’episodio si apre alla Garbatella e si conclude a Ostia, nei pressi del luogo in cui fu ucciso Pier Paolo Pasolini e ne fu eretto un monumento alla memoria. La Vespa è una 150 Sprint Veloce.

Il mondo Vespa è certamente cambiato tantissimo in più di 60 anni di storia ma lo scooter più famoso del mondo è stato capace di unire i progressi tecnologici ad uno stile che continua ad essere iconico e ricercato. Una celebrità sul grande schermo e ancora sulle strade di ogni città italiana.

Se non ne avete ancora abbastanza, potete trovare una lunga rassegna di moto e titoli di film cliccando sui pulsanti di seguito. Buona visione!

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