Idee per il weekend: 3 gite in moto fuori porta

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La primavera si fa sempre più tiepida e si avvicina un periodo propizio per le gite fuori porta. Tra il lungo weekend di Pasqua, il ponte del 25 aprile e il 1° maggio, non mancherà certo occasione di proseguire il nostro viaggio a tappe alla scoperta dei dintorni di Roma. Nel precedente post abbiamo descritto gli itinerari che conducono a due splendide mete in Sabina, Orvinio e Cottanello, in questo post scopriremo le tracce di un antico popolo, i Falisci, le bellezze del monte Tuscolo e il litorale pontino fino al Circeo.

Sulle tracce dei Falisci: l’antica Falerii Novi

Meno conosciuti degli Etruschi, i Falisci vivevano tra gli attuali comuni di Civita Castellana e Fabrica di Roma. La loro città simbolo è Falerii Novi i cui resti millenari sono immersi in un ambiente rurale incontaminato.
Visitare questo luogo è un vero e proprio viaggio nel tempo, tra costruzioni di origine etrusco-falisca, romana e medievale: un mosaico di stili architettonici e culture. Imponente è il grande muraglione di cinta, lungo il quale si osservano l’Arco di Giove, primo esempio di architettura etrusca nel territorio falisco, e la Porta di Bove, con il blocco di pietra superiore sagomato a forma di testa di bue.

La città è attraversata da quella che una volta era la via Amerina, una strada lastricata che attraversa Falerii Novi collegando Roma con l’Umbria e lungo la quale si erge la chiesa di Santa Maria in Falleri, esempio di architettura sacra cistercense, semplice e disadorna. Sul portale di ingresso sono incisi i nomi del committente “Hoc opus Quintavalle fieri fecit” e degli scalpellini che vi lavorarono.

Come raggiungere il sito archeologico

Andando da Civita Castellana a Fabrica di Roma, sulla sinistra c’è una stradina asfaltata da cui, dopo circa 300 metri, si dirama un percorso sterrato che conduce all’ingresso del sito archeologico. Non esistono parcheggi quindi dovrete lasciare la moto o lungo la strada oppure a Falerii Novi e da lì proseguire a piedi.

Se vi rimane tempo, varrà la pena continuare l’itinerario visitando Civita Castellana e, in particolare, Forte Sangallo, costruito alla fine del 1400 da Antonio da Sangallo il Vecchio su commissione di papa Alessandro VI Borgia, dimora papale fino al 1800 e poi carcere. Sempre a Civita Castellana merita una visita anche il Museo Archeologico dell’agro falisco dove sono esposti reperti archeologici provenienti dagli scavi degli insediamenti.

Il Monte Tuscolo

Pur situata a poche decine di chilometri da Roma, si tratta di una meta poco conosciuta, battuta più che altro per i pic-nic del 25 aprile e del 1° maggio. Le tracce di una storia antichissima sono però visibili anche qui. Già abitato nell’età del bronzo, Tusculum fu una delle città più potenti della Lega Latina e tentò di opporsi all’espansione di Roma. Successivamente, i nobili romani fecero costruire qui le loro ville estive e nel Medioevo divenne proprietà dei Conti di Tuscolo.

Il territorio di Tuscolo fa parte oggi del Parco Regionale dei Castelli Romani e i reperti archeologici sono proprietà della Comunità montana dei castelli romani e prenestini. Da segnalare, il Teatro Romano, riportato a nuova vita e in grado di ospitare spettacoli ed esibizioni.

Tuscolo si raggiunge da Frascati, prendendo la strada provinciale 73b da Villa Aldobrandini, si supera il Belvedere e si continua a salire fino a raggiungere un grande slargo con un parcheggio ed un’area di sosta.
Da qui, si prosegue a piedi per un quarto d’ora fino al sito archeologico. Dal parcheggio è possibile seguire un sentiero ben segnalato, ma la via migliore per arrivare sulla sommità del Tuscolo è l’antica Via dei Sepolcri, seguendo il tracciato del basolato romano, qui un tempo sorgeva l’Acropoli e oggi è possibile visitare il Foro e il Teatro romano. Per avere informazioni sugli orari di visita potete consultare il sito del Parco archeologico culturale di Tuscolo.

Il litorale pontino

Infine, sperando che tra qualche giorno sia ormai tempo di far capolino al mare, puntiamo al litorale pontino, da Latina in giù.
Latina dista da Roma circa 60 km lungo la via Pontina, le due ruote vi terranno al sicuro dal rischio traffico ma se volete comunque assaporare meno trafficate, munitevi di navigatore e tagliate per le tante viuzze che attraversano l’agro pontino o anche per l’antica via Appia, la “regina viarum”.

Lungo la strada verso Latina troverete frazioni come Borgo Sabotino, Borgo Grappa, Borgo Podgora, Borgo Montello. I nomi sono dovuti al fatto che quando venne costruita la città, durante il trentennio fascista, per le opere di bonifica furono chiamati a lavorare le terre strappate alle paludi famiglie di braccianti provenienti dal Veneto, dalla Romagna e dal Polesine, che rinominarono con i toponimi delle loro zone di origine i nuovi insediamenti. Lungo la strada troverete anche tanti caseifici che vendono mozzarella di bufala proveniente dai numerosi allevamenti della zona. Il consiglio e di non tornare a casa senza averne fatto scorta!

Oltre Latina fino al Circeo

Tra le mete marittime intorno alla Capitale, il litorale pontino è decisamente il migliore: acque più pulite, spiagge ampie, dune e macchia mediterranea rendono il paesaggio incantevole.
Un’idea dell’aspetto originario delle paludi pontine si può avere passando per il Parco Nazionale del Circeo, l’unico Parco italiano che si in pianura e lungo la costa: 20 chilometri di dune di sabbia, 4 laghi costieri (il Lago di Fogliano ed il Lago di Paola i più grandi) e centinaia di specie animali e vegetali. Fanno parte del Parco anche i comuni di Sabaudia e San Felice Circeo.

Ed eccoci giunti al tratto più bello! Continuate da Latina verso la ex centrale nucleare di Borgo Sabotino e proseguite per Foce Verde lungo il litorale. Raggiungerete un tratto di strada stretto con a destra il mare e a sinistra il lago di Fogliano, un percorso incantevole lungo il quale troverete anche scale e passerelle che permettono l’accesso alla spiaggia e a qualche casotto di legno adibito a bar.

Spingendovi ancora più a sud, potrete vedere il mare lasciare spazio a fitti boschi di lecci e querce. Prima di arrivare a Sabaudia, imboccando una traversa, si ritorna sulla litoranea: rispetto alla zona di Foce Verde, qui ci sono più stabilimenti balneari, il turismo è meno popolare e anche i prezzi ma si riescono ancora a trovare spiagge libere.

Superata però la rotonda da cui parte la strada per Sabaudia, fino a Torre Paola, alle pendici del Monte Circeo, troverete ville esclusive a chiudere l’accesso al mare, raggiungibile solo attraverso pochi sentieri nascosti. Ormai abbiamo raggiunto un tratto di costa d’èlite ma, a parte questo, una giornata di mare qui è davvero rigenerante: la spiaggia non è mai troppo affollata e il mare pulito, clima quasi sempre ventilato e lunghissime distese di sabbia su cui passeggiare accarezzati dal vento e dalle onde sul bagnasciuga. Se pensate a quanto poco siete distanti da Roma, la Capitale vi sembrerà quasi una città di mare. Non dovete fare altro che salire in sella!

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